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AR

VR e AR: rispettivamente Virtual Reality (realtà virtuale) e Augmented Reality (realtà aumentata). Di realtà virtuale e realtà aumentata si parla ormai da molto tempo, cioè da quando gli sviluppi tecnologici hanno annientato le distanze tra realtà e finzione. Ma, a discapito di quanto si possa pensare, VR e AR sono due cose ben diverse. La realtà virtuale, grazie all’utilizzo di visori, permette di immergersi in un mondo totalmente diverso dall’ambiente circostante, caratterizzato da un mondo immaginario realizzato graficamente. Non solo, il suo utilizzo è ampio ed è stato utilizzato ad esempio per realizzare foto e video a 360° con l’ausilio di dispositivi specifici.

La realtà aumentata invece non isola l’individuo dall’ambiente circostante ma anzi, ha bisogno che l’utente mantenga un contatto visivo. Il visore AR infatti arricchisce la realtà di informazioni utili, la “aumenta” per l’appunto. Così che se il soggetto sta guardando la vetrina di una pasticceria, il visore arricchirà l’immagine di informazioni come l’orario di apertura, la possibilità di connettersi al wi-fi, etc.

E’ facile capire come VR e AR siano diversi tra loro sia per lo scopo che per il contesto d’uso. Basti pensare che inizialmente la realtà aumentata è stata impiegata per realizzare gli Head Up Display (HUD) destinati soprattutto ai caschi dei piloti di aerei militari e carri armati in modo da fornirgli tutte le informazioni utili senza che questi dovessero spostare la loro attenzione su altri display.

AR: per un’informazione aumentata

La realtà aumentata ha subito diversi sviluppi ed è sottoposta a diversi scopi applicativi. Un esempio è dato dall’uso che ne ha fatto Amazon. La novità introdotta dal colosso ha il nome di “Smart Mirror”. Si tratta di uno specchio tecnologico dotato di fotocamere che consentono, attraverso l’utilizzo della realtà aumentata, di simulare la prova di alcuni capi di abbigliamento. Non solo. La realtà aumentata è versatile, può essere utilizzata in diversi campi: da quello ludico a quello del retail a quello dell’istruzione e dell’informazione. Il New York Times ne ha fatto il suo buon proposito per il 2018. Una nuova strategia tutta incentrata sulla User Experience che permetterà al lettore di approcciarsi ad una nuova forma di fruizione dell’informazione.

AR

La nota testata giornalistica americana sta espandendo il proprio portfolio tecnologico con l’uscita di una nuova funzione AR destinata a cambiare il modo in cui i lettori sperimentano uno storytelling coinvolgente. L’app consentirà al lettore di vivere un’esperienza (simulata) di informazione live. Tramite lo smartphone l’utente potrà vedere, ad esempio, il monumento di cui si parla in un articolo, potrà girarci intorno, osservarlo da vicino quasi la struttura fosse veramente nel salone della propria casa.

Se la fotografia ha permesso ai giornalisti di catturare visivamente momenti importanti e il video ci ha permesso di registrare vista, suono e movimento, la nostra funzionalità di realtà aumentata fa un ulteriore passo avanti, rendendo tridimensionali immagini piatte.

A scriverlo è proprio il NY Times in occasione dell’annuncio dell’introduzione di questa novità.
Continua:

Le storie che descrivono il nostro mondo tridimensionale possono essere consegnate a tutto tondo, davanti a te. Vuoi dare un’occhiata più da vicino a quella scultura? Non c’è bisogno di pizzicare lo schermo del telefono per zoomare. Basta camminare fino a raggiungerlo. Per avere un’angolazione diversa, non è necessario scorrere l’immagine successiva. Basta camminargli intorno.

Insomma, un nuovo modo molto più coinvolgente di fruire dell’informazione.
Questo è solo uno dei tanti possibili scenari d’utilizzo della AR che ancora non è arrivato all’apice del suo sviluppo. Cosa ci aspetterà tra un po e quale sarà la sua applicazione tra qualche anno? Probabilmente la realtà così come la conosciamo sarà sensibilmente “Augmented”!

 

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