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Da una ricercatrice del MIT un dispositivo capace di aiutare le vittime degli abusi sessuali

Un team di ingegneri di Boston ha messo a punto un dispositivo wearable che potrebbe offrire soccorso immediato alle vittime di violenza sessuale.

Studiando i dati forniti dalle autorità e dalle forze dell’ordine, Manisha Mohan e il suo team di ingegneri hanno realizzato uno speciale sensore adesivo da applicare all’interno della biancheria, sensore, capace di riconoscere l’eventualità in cui il portatore venga  spogliato contro la sua volontà.

Il peculiare adesivo è collegato in ogni momento con lo smartphone di chi lo indossa e ogni volta che lo speciale adesivo intercetta movimenti sinistri come ad esempio la biancheria strappata rapidamente  e con forza, invia una notifica al proprietario in cui chiede se questo è d’accordo con quello che sta succedendo.

Nell’eventualità in cui la vittima non risponda in un intervallo di tempo definito in precedenza, durante la configurazione, il sistema invia la posizione GPS  con le coordinate del misfatto a una lista di numeri scelti dall’utente, in questo modo anche i conoscenti possono segnalare la cosa alle forze dell’ordine.

L’adesivo funziona autonomamente senza aver bisogno dell’intervento dell’uomo e può essere utilizzato anche per salvaguardare i bambini affetti da disabilità, persone immobilizzate a letto e persone sedate.

Il progetto ancora in evoluzione, per saperne di più è possibile inserire la parola chiave Intrepid nella ricerca sul sito del MIT

 

(Fonte Focus)

“Stay App Tuned”

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