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Abbiamo visto nella parte precedente quali sono i fulcri da assimilare prima di mettere per iscritto un film.  Oltre alle regole descritte dai tre autori di cui abbiamo parlato, con i cui libri abbiamo appreso i principi contenutistici cardinali, vi sono altri paletti specifici che riguardano la stesura di una sceneggiatura

Una buona formattazione del testo ad esempio e il giusto accorgimento tecnico rendono fluida la lettura a coloro che ne usufruiscono. Per un attore è importante che il testo da studiare sia chiaro e scorrevole così come è importante che la storia e i personaggi arrivino diretti alla sensibilità e all’interesse di un eventuale produttore.
Per fare sì che tutto sia piacevole dobbiamo avvalerci uno schema prestabilito e ricordarci di scrivere essenzialmente per immagini. Prima di passare alla sceneggiatura, per aiutarci ed avere le idee ben chiare sulla storia che andremo a scrivere, possiamo optare per la stesura di un soggetto.

Il soggetto

Per soggetto si intende una prima stesura dettagliata della storia che possa fungere da sommario generale della cronologia degli eventi. Un buon soggetto può essere scritto quasi come un libro. La forma può essere libera e discorsiva, può essere una narrazione in prima persona oppure una ricca mappa concettuale in cui saltano all’occhio tutti gli aspetti della storia.
Un buon soggetto che faccia da base ad una sceneggiatura di novanta pagine si aggira attorno alle diecimila parole. Nel soggetto possono essere indicate le emozioni dei personaggi, gli stati d’animo, le idee e i background del main character, e tutti quei concetti e precisazioni che galleggiano nella sfera del dietrologico e sottinteso.

La scrittura per immagini

Questo tipo di scrittura esula ogni forma di approfondimento e dietrologia.  Per redigere una sceneggiatura, questa forma di scrittura è necessaria per rendere essenziale e interpretabile una storia scritta. Tutto ciò che viene scritto deve corrispondere ad una potenziale immagine reale, qualcosa di immortalabile e null’altro.

Un rapido esempio di cattiva scrittura per immagini è un’azione scritta in questo modo:

Matt cammina cautamente nella radura.

Il suo umore è buio e la sua mano serrata in un pugno vibra di rabbia.

Come possiamo notare, questa Azione non rispetta il concetto di mera scrittura per immagini.

L’avverbio cautamente è inutile perché la cautela è di difficile interpretazione quando tramutata in immagine, così come il pugno che vibra di rabbia è già un’interpretazione forzata in quanto non sappiamo di per certo perché quel pugno vibri. Non a tutti arriverebbe lo stesso messaggio. Stessa cosa per quanto riguarda il suo umore buio, un dettaglio inutile e non immortalabile.

La potenziale versione corretta dell’azione in questione potrebbe essere:

Matt cammina lentamente nella radura

e la sua mano serrata in un pugno vibra.

L’avverbio lentamente precisa molto meglio l’azione e la mano serrata in un pugno che vibra è un concetto diretto e immortalabile. Tutto il resto, ciò che è superfluo alla traduzione della scrittura in immagine, è stato rimosso.

Il font prestabilito negli script di matrice professionale è il Courier in tutte le sue varianti, qualunque altra soluzione grafica in materia di carattere scritto è definita non broadcast.

Nella prossima parte illustreremo quali sono gli step di scrittura di una sceneggiatura e analizzeremo quali sono le sue parti. V edremo inoltre quali sono i software più usati a pagamento e gratuiti e come comporre un decoupage applicato allo script.

Se hai perso la Prima Parte clicca qui.

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