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Dal MIT una tecnologia low cost per estrarre acqua potabile dall’aria anche quando vi è poca umidità.

Nel 2017 una delle più grandi sfide dell’umanità è quella di riuscire a garantire acqua potabile a tutte le popolazioni mondiali.  Attualmente ogni ricerca tecnologica per ovviare a questa sciagura si concentrano sul concetto di dissalazione marittima col fine di generare acqua dolce a costi piuttosto contenuti basati sulla quantità. Questi processi su larga scala rappresentano ancora un costo eccessivo, cosa che ha portato un team di ricercatori ad ipotizzare una possibile soluzione alternativa : un dispositivo per estrarre l’acqua potabile dall’aria capace di funzionare anche dove l’umidità raggiunge appena il 20 %.

Il funzionamento di questo dispositivo si deve principalmente alla luce del sole. Il sistema del MIT utilizza un materiale chiamato MOF (Metal organic framework) , che è una sostanza composta da metalli come alluminio e magnesio intrecciati a molecole organiche in modo da creare strutture resistenti e porose adatte al trattenimento di gas e liquidi. Prima d’ora mai nessuno era riuscito a costruire un MOF capace di trattenere acqua. Il team è riuscito in questa impresa generando un MOF in zirconio e acido adipico  capace di trattenere il vapore acqueo. Le molecole d’acqua si attaccano al MOF e viene scaldata dalla luce solare la quale a sua volta spinge l’acqua verso un condensatore che permetterà all’acqua di accorparsi e di gocciolare su un collettore.

Secondo i ricercatori il loro punto di arrivo permette ancora miglioramenti, cosa che mirerà ad abbattere i costi di produzione dei dispositivi rendendoli fruibili praticamente da tutti. L’idea è quella che tutti un giorno possano avere il proprio estrattore d’acqua atmosferico personale.

“Stay App Tuned”

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