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Pubblicato in rete il primo brano musicale interamente composto da un robot. Si intitola Daddy’s car e sembra ispirarsi ai Beatles.

L’innovazione nel campo della robotica ha fatto passi da gigante e sono in molti a pensare che presto le macchine (umanoidi e non) potranno sostituire l’uomo praticamente in tutto, persino nel campo artistico.

In precedenza i robot erano i primi candidati destinati a rimpiazzare l’uomo nei lavori pesanti e in quelli pericolosi, ma da oggi con le nuove introduzioni sperimentali di codici sempre più complessi, i robot potrebbero andare a rimpiazzare anche i poeti, gli scrittori, e cantanti. Esiste un team di Google, il GBT (Google brain team) che da anni si occupa dell’elaborazione di algoritmi che possano portare le macchine a svolgere attività creative e intellettuali.

Tramite una piattaforma open source chiamata TensorFlow, il team di Google analizza il deep learning provando ad applicare le moderne reti neurali  in diversi campi che vanno dalle risposte automatiche alle mail, alle traduzioni in tempo reale, fino a giungere al campo artistico con progetti come Deep Dream e Google Poetics.

Per quanto concerne la musica il team di ricerca ha presentato qualche tempo fa il progetto Magenta presso l’evento Moogfest, durante il quale è stata esibita una melodia di un minuto e mezzo integralmente realizzata al pianoforte da una rete neurale.

La Sony ha annunciato intanto che il prossimo anno sarà pronta a pubblicare un album musicale composto da brani totalmente composti da una IA e realizzato dalla CSL Research Laboratory che nel frattempo ha già rilasciato il primo singolo intitolato Daddy’s car, suonato e composto da un cervello artificiale nel pieno stile dei Beatles. La composizione di questo brano è avvenuta tramite un complesso sistema chiamato Flow Machines che è in grado di apprendere vari stili musicali analizzando un database di 13 mila canzoni, e di studiare e suddividere tutti gli strumenti utilizzati, comprendendo la ritmica e la struttura delle composizioni. C’è però da dire che il testo e l’arrangiamento non sono stati realizzati da una macchina, ma dal produttore francese Benoit Carré. Il team di lavoro dietro il CLS assicura che in pochi anni si riuscirà ad avere un’opera d’arte figurativa integralmente pensata da un computer.

Qui il brano Daddy’s car

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