L’ossido di grafene per generare acqua potabile dal mare. - Skillapp - Web Agency Napoli
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Il grafene può fare tutto.

La scienza ha dimostrato che il grafene (monostrato di atomi di carbonio) è dotato di innumerevoli qualità come ad esempio quella di rendere migliori le prestazioni di dispositivi di accumulo energetico e di illuminazione, per via delle sue proprietà di conduttore termo-elettrica.

L’ultimo impiego del grafene  però è ben diverso. 

Si chiama Processo di desalinizzazione per osmosi inversa ed è l’ultimo passo della scienza applicata alle rinnovabili. L’idea è quella di impiegare il grafene, che con la sua struttura molecolare consente di realizzare membrane capaci di produrre acqua potabile dal mare in maniera 1000 volte più veloce dei processi già in campo che lavorano ad osmosi inversa. 

Il tutto col minimo dispendio energetico possibile.

Il dottor Rahul Nair col suo team di ricercatori della Manchester University, ha migliorato questa tecnologia risolvendo alcune problematiche ancora aperte come ad esempio la stessa produzione di grosse quantità di grafene monostrato. Il suo team ha deciso di impieare un derivato chimico denominato ossido di grafene che può essere prodotto tramite una semplice ossidazione in laboratorio.

“In termini di scalabilità e di costo del materiale, l’ossido di grafene ha un potenziale vantaggio rispetto grafene monostrato??? spiega Nair, “Ma fino ieri però questo composto non poteva essere utilizzato per filtrare i sali comuni e quindi ottenere acqua potabile dal mare. Questo essenzialmente perché, una volta immerso in acqua, le membrane in ossido di grafene tendono a gonfiarsi, allargando i fori e non trattenendo più, quindi, le molecole di sale.???

Nair e il suo team hanno pensato di risolvere l’inconveniente rivestendo la membrana con una resina speciale che ha permesso di regolare le proprietà della membrana.

“Questa – spiega Nair – è la prima dimostrazione che possiamo controllare la spaziatura [dei pori nella membrana] e che possiamo pertanto ottenere la desalinizzazione. Il passo successivo consisterà nel confrontare questo materiale con lo stato dell’arte disponibile sul mercato???.

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