Le renne rallentano involontariamente il riscaldamento globale - Skillapp - Web Agency Napoli
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Gli animali contribuirebbero con il loro brucare a rallentare i processi climatici negativi

Siamo soliti immaginare le renne come i propulsori della slitta magica di Babbo Natale. In questo modo nell’immaginario collettivo questi animali sono divenuti parte integrante degli scenari freddi.

Uno studio apparso su Environmental Research Letters sostiene che quando le renne brucano, riducendo così l’altezza e la quantità della tundra artica, anche la quantità di radiazione solare riflessa dalla Terra, aumenta. In questo modo il quantitativo di calore che il nostro pianeta respinge è molto più alto, e l’effetto è abbastanza esteso da avere rilievo anche a livello regionale.

Gli scienziati dell’università svedese di Umea hanno generato e combinato tra loro simulazioni al computer sulla forma della superficie terrestre con dati sull’albedo (la frazione di luce o, più in generale, di radiazione incidente che è riflessa in tutte le direzioni), e sulla copertura di vegetazione nell’area di Reisadalen a Troms, Norvegia, in un luogo in cui si stagliavano fino a quattro diversi tipi di vegetazione, differenti in altezza e distribuzione.

Hanno così studiato una stima sull’attività delle renne raccogliendo dati sul letame ed osservando il modo in cui la vegetazione era calpestata, accorgendosi in seguito che la presenza degli animali cambiava sensibilmente la quantità a cespuglio presente nella tundra.

Le conseguenze della presenza degli animali sul fogliame comporta un aumento dell’albedo esattamente nella stagione di crescita delle piante, con una riduzione della radiazione solare netta. In fin dei conti le aree maggiormente brucate sono portate ad assorbire meno calore.

Questo confermerebbe che una giusta distribuzione delle forme di vita animali erbivore su tutti i territori, aiuterebbero l’uomo nella lotta al global warming.

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