La batteria al litio auto-curante - Skillapp - Web Agency Napoli
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L’Università dell’Illinois ha messo a punto uno studio centrato sulla self healing realizzando anodi in nano particelle di silicio col fine di creare batterie infinitamente più durevoli.

Il duo di ingegneri Nancy Sottos e Scott White ha sviluppato una batteria capace di provvedere alla riparazione di se stessa senza cadere in uno stato di obsolescenza e senza bisogno di diagnosi o dell’intervento dell’uomo. La tecnologia sfrutta un materiale composito in nano particelle in silicio apposto sul polo negativo della batteria e va a sostituire tutte le vecchie tecnologie in materia di self healing come le ceramiche o i materiali cementizi.

“Questo lavoro è particolarmente innovativo per la ricerca sui materiali di auto-guarigione perché si applica per la prima volta a dispositivi che immagazzinano l’energia???, spiega White. “È un obiettivo completamente diverso. Invece di recuperare prestazioni strutturali, rigeneriamo la capacità di accumulo energetico???.

 Gli scienziati stanno lavorando alla risoluzione di un problema storico nell’ambito delle batterie al litio. L’anodo ( parte della batteria negativa ), è fatto di grafite e lo step principale è quello di sostituirlo con il silicio che garantirebbe molta più capacità alla batteria e un minore livello di dispendio energetico.

Ma la tecnologia non è ancora perfetta.  La nanotecnologia apre le porte a nuovi orizzonti  ma i cicli di ricarica della batteria inducono le particelle di silicio a separarsi dal loro legante vanificando il lavoro del dispositivo.

E’ qui che entra in scena lo studio dell’Università dell’ Illinois.

Il team di lavoro ha perfezionato l’anodo affibbiandogli la capacità di fissarsi velocemente. Attraverso un legame chimico a livello dell’interfaccia tra le nano particelle di silicio e il legante polimerico, si ottiene la magia della auto-guargione delle batterie le quali,  riescono a conservare l’80% della capacità iniziale anche dopo 400 cicli di ricarica.

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