Guida di base all’osservazione astronomica Parte Seconda - Skillapp - Web Agency Napoli
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“…se non avete ancora buttato l’occhio nell’oculare di un telescopio, probabilmente dovreste farlo…???

La scorsa settimana abbiamo parlato di come avvicinarci all’osservazione astronomica passo dopo passo avvalendoci di libri di testo e di soluzioni economiche ma qualitative in punto  di scelta dell’OTA (Optical Tube Assembly). Abbiamo visto anche quali sono i migliori rivenditori online di strumenti di osservazione e quali sono le differenze tra le due principali varianti di telescopio.

Il topic di oggi vede protagoniste le due varianti di montature, quelle equatoriali e quelle altazimutali. Vedremo come differiscono l’una dall’altra e quali sono le loro funzioni specifiche, parleremo anche del dispositivo Go To.

Cominciamo col dire che la vera priorità nell’osservazione astronomica è appunto la montatura. Bisogna che sia salda, robusta e di buona lega metallica per garantirci una nitida osservazione. Molte persone sottovalutano la scelta delle montature reputandole soltanto un sostegno per l’Ota. Quando si parla di osservazione astronomica di tipo amatoriale non si fa riferimento al fattore economico, le fasce di prezzo per le montature amatoriali, per così dire, oscillano tra i 350 euro e i 3000. Una buona montatura equatoriale come la Eq6 motorizzata ad esempio, può costare dai 700 euro ai 2000. Acquistando un prodotto del genere ci assicuriamo che, cielo permettendo, le nostre osservazioni filino lisce e soddisfacenti. Una montatura meno solida della EQ4 ad esempio creerebbe dei tremolii col minimo spiffero o al minimo contatto dell’occhio con l’oculare.

Non c’è un vero criterio di scelta quanto a qualità e costo, sappiate però che più spenderete, migliore sarà vostra esperienza.

– La mancata stabilità del telescopio rende impossibile la messa a fuoco e la localizzazione degli astri.

La montatura equatoriale nasce dall’esigenza di avere maggiore libertà di  movimento. Essa infatti è capace di roteare e inclinarsi in ogni direzione garantendo un’esperienza di visione libera e a 360 gradi.

E’ molto utile per l’astrofotografia proprio per il suo grado di libertà che con un solo movimento, sia questo motorizzato o manuale, ci permette di rincorrere gli oggetti celesti per eludere il moto apparente. Possiede un asse per la localizzazione del polo nord celeste, un regolatore di Azimut e uno di Altezza nonché un cerchio di lettura dell’angolo orario. E’ possibile impostare con una bussola e un paio di accorgimenti, la latitudine geografica del luogo di osservazione ( in Italia è circa 40° ).

La montatura ha inoltre dei pesi che servono a bilanciarne i movimenti in tutte le direzioni.

Differente è la montatura altazimutale che come suggerisce il nome ci da la possibilità di seguire i movimenti paralleli all’orizzonte o Azimut o perpendicolari ad esso e cioè l’altezza.

Solitamente ha un aggancio a forcella e il suo impiego, data la scarsa attitudine al movimento libero, è sconsigliato agli aspiranti astrofotografi in quanto non permette un libero inseguimento di un astro.

Sarebbe quindi impossibile fare foto a lunga esposizione pur munendosi di un motore di puntamento.   

Entrambe le soluzioni possono essere dotate o meno di una tecnologia di motorizzazione a GPS celeste il cui prezzo oscilla tra i 300 e i 450 euro.

Si tratta del Sistema Go To che può avere diversi produttori, uno dei più famosi ad esempio è il Synscan di Skywatcher.

Questo simpatico oggetto ci permette di agire sul telescopio come con una sorta di navigatore satellitare la cui destinazione sono gli oggetti celesti conosciuti. Una volta digitate le coordinate stellari o selezionato l’oggetto celeste da cercare nella vasta scelta incorporata nel database del dispositivo, il telescopio si muoverà da solo posizionandosi sull’astro desiderato. Se abbiamo una montatura robusta a questo punto non ci resta che goderci lo spettacolo.

Nel terzo ed ultimo capitolo della guida spiegheremo come già detto, come stazionare all’aperto, come osservare la Luna con tre tipi di oculari, vedremo cos’è una lente di Barlow e scopriremo l’utilizzo dei filtri e delle cosiddette webcam di acquisizione.

Infine capiremo con qualche tip come eseguire la collimazione dello specchio madre di un telescopio newtoniano.

Se hai perso la Prima Parte della guida puoi recuperarla qui.

                                                                                                  Stay App Tuned!

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