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“…se non avete ancora buttato l’occhio nell’oculare di un telescopio, probabilmente dovreste farlo…???

Nei primi due segmenti di questa guida, abbiamo visto come avvicinarci alla terminologia e a muovere i primi passi verso l’ osservazione astronomica. Abbiamo anche fatto il punto sulle due principali macro categorie in materia di OTA (Optical Tube Assembly), delineato le differenze tra i due più diffusi tipi di montatura e introdotto il concetto di Go To, la motorizzazione gps del telescopio.

In questa ultima parte capiremo come stazionare e in quali condizioni climatiche farlo, inquadreremo la Luna con un telescopio Riflettore , illustreremo l’utilità di una lente di Barlow e  impareremo a collimare un telescopio a specchi. 

Partiamo dallo stazionamento.

Dove andare ?

Se avete la fortuna di vivere in alta montagna o in  aperta campagna  – e la luce inquinante la notte è molto ridotta – non muovetevi da lì. Siete molto fortunati e potete optare per l’installazione del telescopio nel vostro giardino o sul vostro tetto magari.

Se come me vivete in città dove l’inquinamento luminoso è abbastanza esteso, dovreste cercare il vostro luogo di stazionamento. Io ad esempio sono solito recarmi su una terrazza artificiale arroccata sul Vesuvio che non è particolarmente comoda ma mi garantisce una buona esperienza se le condizioni atmosferiche lo consentono. 

La cosa importante è che la superficie su cui montiamo la nostra attrezzatura sia totalmente piana, il telescopio con una livella a bolla può aiutarci a capire se il suolo è pianeggiante. In alternativa possiamo utilizzare l’applicazione livella presente su molti smartphone allocando il nostro dispositivo mobile nel ripiano oculari del telescopio.

Una volta appurato che il suolo è abbastanza pianeggiante possiamo installare l’OTA sulla nostra montatura.

Se utilizziamo una montatura altazimutale con un telescopio riflettore, possiamo limitarci a far scorrere il nostro tubo ottico nell’apposita morsa a forcella e avvitare il mantenitore. Con un motore Go To possiamo a questo punto selezionare un astro e puntarlo.

Quando stazionare ? 

Esiste un termine in astronomia per alludere alla qualità del cielo, si dice seeing.

Se abbiamo un seeing di livello 3 possiamo reputarci fortunati, la nostra esperienza può essere proficua.  Il seeing si valuta in base alla visibilità notturna del cielo, con una scala che va da 1 a 4 dove 1 è il grado peggiore e 4 quello migliore.

Ma le condizioni atmosferiche, come temperatura, nuvolosità, foschia, non sono gli unici parametri che determinano la visibilità di un astro. C’è da sperare anche che la magnitudine di un corpo celeste sia abbastanza bassa. La regola vuole che più un oggetto celeste ha un alto grado di magnitudine, meno è visibile. Per conoscere la magnitudine di un corpo celeste possiamo fare riferimento alle applicazioni per smartphone come Mappa Stellare, che oltre a localizzare i corpi celesti dalla Terra, è capace anche di fornirci le loro distanze e magnitudini. La stessa funzione la troviamo anche in software gratuiti per pc o mac  tipo Stellarium, o se cerchiamo qualcosa di più completo e curato il programma che fa per noi  è Starry Night 7.

La temperatura della vostra OTA incide sulla visibilità, lasciate quindi che il tubo del vostro telescopio si adatti alla temperatura circostante, ne guadagnerete specialmente se vi trovate a circa 4-5 gradi centigradi.

Se invece utilizzate un telescopio newtoniano con una montatura equatoriale c’è un rito che dovete seguire pedissequamente :

  • Una volta montato il treppiede su un suolo pianeggiante dovete assicurarvi che il vostro newtoniano sia collimato. Per scoprirlo dovete munirvi di un collimatore laser in vendita sui migliori siti dedicati come www.astroshop.it . Il resto è molto semplice. Una volta infilato il collimatore al posto dell’oculare il suo laser rimbalzerà sugli specchi e tornerà indietro attraverso l’oculare stesso. Il laser apparirà all’interno di un mirino sul quale più la lucina rossa protenderà verso il centro, più lo specchio sarà collimato. Per giustificare la posizione della lucina laser, interverremo con un cacciavite sul retro dell’Ota muovendo lo specchio finché il laser non segnerà il centro perfetto.

Puoi vedere qui un esempio di collimazione.

  • Quando il nostro specchio è collimato, non ci resta che bilanciare il telecopio sulla sua montatura equatoriale. Perché sia bilanciato c’è bisogno che il telescopio reagisca al suo contrappeso tornando in posizione ottimale una volta capovoltolo.
  • Se abbiamo bilanciato la nostra OTA non ci resta che individuare il polo nord celeste puntando l’apposito asse in direzione del mirino laser che a sua volta punta verso la Stella Polare.
  • A questo punto dobbiamo determinare la nostra latitudine regolando la ghiera della latitudine del telescopio su 40° circa ( in Italia ).

Cosa puntare per iniziare ?

Per cominciare, la cosa migliore da fare è puntare un astro vicino facente parte del nostro sistema solare, ma ancora meglio sarebbe cominciare dal nostro satellite naturale, la Luna.

Essendo il più vicino degli astri in assoluto, nonché quello più luminoso e con il grado di magnitudine più basso, la Luna rappresenta il primo punto di arrivo nella carriera di un astrofilo.

Se abbiamo un motore Go To ci basterà digitare la parola Luna sul display e premere ok.  Se invece optiamo per una ricerca manuale della Luna dobbiamo liberare il telescopio dei suoi blocchi a vite di oscillazione. Quando potremo muovere la nostra OTA in ogni modo, rimuoviamo il coperchio della cavità dell’oculare e senza inserirci nessuna lente cominciamo a muovere il telescopio in direzione della Luna. Aiutiamoci col puntatore laser per avere un’approssimazione valida. Con un telescopio a specchi è facile. Appena vediamo una luce invadere il nostro campo visivo vuol dire che dobbiamo fermarci e bloccare il telescopio con le viti manuali. A questo punto utilizzeremo un oculare a nostro piacimento in base all’ingrandimento desiderato. E’ consigliabile andare per gradi partendo da un oculare panoramico e procedere verso quello più stretto e profondo.

La Luna benché sia vicina soffre ugualmente del moto apparente, quindi con le apposite guide manuali del telescopio dovremmo seguirla nei suoi spostamenti.

Con la Luna piena è consigliabile utilizzare dei filtri blu avvitandoli all’estremità degli oculati onde evitare che la luce abbacinante ci infastidisca.

Per quanto riguarda il resto dei pianeti il procedimento è lo stesso, ma per il puntamento manuale la faccenda si complica con la distanza e la luminosità del corpo celeste.

Col planetario entra in gioco la lente di Barlow che altro non è che un moltiplicatore esponenziale per gli oculari. Solitamente la Barlow porta la dicitura x3, ovvero è capace di moltiplicare per tre il grado di ingrandimento di un oculare più la sua somma con la lunghezza focale del telescopio. La Barlow come un filtro si monta tra oculare e telescopio avvitandosi con l’apposito morsetto.

Per osservare il cielo bisogna munirsi di tanta pazienza in quanto potrebbe non registrarsi che una sola occasione valida in un intero anno per stazionare. Ancora più raro è riuscire ad eseguire degli scatti validi di qualche corpo celeste.

L’astronomia è non solo un modo per confrontarci col passato ( se ad esempio guardiamo Saturno e calcoliamo la sua distanza dalla Terra in riferimento alla velocità della luce, sappiamo che stiamo osservando com’era il pianeta settantuno minuti prima ), è anche una grande prova di umiltà e dedizione, un atto di fede e un modo per meditare sull’immensità a noi incomprensibile del cosmo.

Se hai perso le prime due parti, le trovi qui:

Parte PrimaParte Seconda

                                                   

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