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La sonda Cassini lanciata nel 1997 sta per raggiungere il suo ultimo traguardo nell’orbita di Saturno, dopodiché colliderà con il pianeta bruciando come un meteorite.

Da tredici anni la sonda Cassini orbita attorno a Saturno per garantirci dati importanti e immagini spettacolari. Il 26 aprile scorso ha cominciato ad effettuare voli  ravvicinati all’interno degli anelli del pianeta rivelandoci che questi hanno un’età diversa da quella che consideravamo giusta.

Essi infatti sono molto più giovani di quanto avevamo ipotizzato nel 2005 ed hanno caratteristiche ben diverse da quelle che avevamo immaginato.  I dati che raccontano gli ultimi step della missione, che in Italia saranno ricevuti grazie al Sardinia Radio Telescope dell’istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) presente nella Deep space network per registrare gli ultimi attimi della sonda prima che questa si tuffi a capofitto nell’atmosfera del pianeta.

Sono le ultime orbite di Cassini attorno al Signore degli anelli, e serviranno a catturare ulteriori immagini e a fornire nuovi dettagli come quelli forniti nell’ultimo periodo secondo i quali gli anelli avrebbero soltanto 100 milio di anni.

Un altro punto della missione sarà incentrato sullo studio e la comunicazione a terra dei dettagli sulla gravità del pianeta e sulla composizione dei singoli frammenti degli anelli.  A questo proposito si è scoperto che quanto più sono spessi gli anelli tanto più sono vecchi.

Fino qualche mese fa si credeva che gli anelli si fossero formati assieme al pianeta circa 4,6 miliardi di anni fa, ma stando agli ultimi studi riportati dalla Bbc sembrerebbe che gli anelli abbiano una massa nettamente inferiore di quella stimata.

Se questo studio verrà ritenuto attendibile al 100 %, significherà che gli anelli del pianeta potrebbero essersi formati in seguito allo sgretolamento di qualche altro corpo celeste andato in collisione con Saturno.

“Gli anelli più giovani potrebbero essere i resti di una cometa, di un centauro (uno di un gruppo di oggetti piccoli e ghiacciati) o forse addirittura una luna che si muoveva troppo vicino al pianeta. La gravità di Saturno avrebbe distrutto quell’oggetto e i frammenti si sarebbero riorganizzati per formare gli anelli intorno al pianeta??? Spiega Linda Spilker project scientist della missione Cassini presso il Jet Propulsion Laoratory della Nasa. “Forse è accaduto più di una volta e forse alcune delle differenze che vediamo negli anelli provengono da oggetti diversi che sono stati spezzati???.

 

 Se tutto procederà secondo i piani , la missione prevede le due ultime orbite della sonda intorno al pianeta, precisamente nella zona che fa da confine tra l’atmosfera e il bordo interno del sistema di anelli, il primo step tra il 30 agosto e il 5 settembre  e l’ultimo tra il 5 settembre e il 12. Il giorno dell’immersione suicida di Cassini all’interno dell’atmosfera sarà il 15 settembre all’ ora italiana 10:37.

Il Gran Finale dopo vent’anni di onorato servizio, sta per cominciare.

“Stay App Tuned”

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