Facebook: i propositi per il 2018 di Zuckerberg e Mosseri | Skillapp Blog
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2004-2018: la storia di un algoritmo che cambia

Diventato parte integrante della nostra esistenza, Facebook ha rivoluzionato il modo di rimanere in contatto con amici e parenti. Da quando Mark Zuckerberg ne ha garantito l’esistenza ad oggi, il social ha cambiato tante volte il suo algoritmo introducendo novità più o meno significative. In principio c’era l’EdgeRank, l’algoritmo lanciato per la prima volta nel 2008 che determina la portata organica dei post. In poche parole l’EdgeRank stabiliva quale e quanta visibilità dovesse avere un post. Ma con il passare del tempo questo strumento ha lasciato il posto ad un sistema sempre più complesso. Nel 2015 l’algoritmo è stato modificato e così, a garantire il “reach” (portata) di un post sono determinati fattori come: affinity, tipo di post, interazioni con il post, tipo di dispositivo da cui ci si connette, post promozionali, video e chi più ne ha più ne metta. Ma non pensate che papà Zuckerberg si sia arreso. E così nel 2016 eccolo ritornare alla carica con ulteriori implementazioni dell’algoritmo. Ora abbiamo le reaction, i video live che, senza ombra di dubbio, hanno agevolato le azioni di marketing di aziende che sul social hanno portato avanti le loro campagne promozionali (avete presente il post che vi appare in primo piano in home page dell’ultimo modello di pantofola superchic? Ecco!!).

Facebook: il 2018 è l’anno della svolta?

C’è da dire che il team Facebook non si riposa mai e così anche il 2018 non poteva esimersi dall’essere l’anno della svolta. Proprio il 19 Gennaio infatti Zuckerberg ha annunciato, con un post sul suo profilo Facebook, la novità più significativa per il social. “Molto più spazio alle persone e molto meno alle aziende”. Sarà questo il filo conduttore d’ora in poi. Lo scopo è quello di garantire all’utente un tempo di fruizione quanto più qualitativo possibile avvalorando i rapporti sociali con la propria community. In tal senso finiranno per ridursi gli annunci pubblicitari dei vari marchi a favore di news e post pubblicati dagli amici. L’aspettativa è che i contenuti dei brand saranno ridotti del 4%, rispetto al 5% di oggi.

Questo è solo uno delle novità introdotte dal fondatore. Nello stesso post viene annunciata la seconda grande novità per questo 2018. L’argomento? Le fake news. Non è una novità che tramite i social network le persone possono condividere qualsiasi notizia vogliano, senza preoccuparsi della veridicità dell’informazione o dell’attendibilità della fonte. E’ facile e frequente imbattersi in articoli che trattano dell’arrivo degli alieni sulla terra (per dirne una). Ed è ancora più facile trovare utenti pronti a condividere la notizia ed avviarne così la lunga marcia, di profilo in profilo. E allora, da quest’anno il colosso Facebook vuole porre un freno al dilagare di notizie false e menzognere. La modalità è molto semplice. Saranno gli utenti stessi, con i loro feedback, a stabilire se una fonte sia attendibile o meno e se può, quindi, apparire nell’apposita sezione del “News Feed”. Insomma, il buon Zuckerberg ci ha passato la patata bollente affermando che:

“We could try to make that decision ourselves, but that’s not something we’re comfortable with!” (Potremmo provare a prendere questa decisione da soli, ma non è una cosa con cui ci troviamo a nostro agio).

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La questione è stata avallata ulteriormente anche da Adam Mosseri, capo della sezione News Feed di Facebook. Nell’articolo, pubblicato nella Newsroom, dove ha confermato quanto detto da Zuckerberg, sottolinea ulteriormente l’importanza di un social di qualità in cui potersi informare, commentare e discutere di temi importanti e di interesse sociale. In particolare ha riconosciuto come le persone siano maggiormente interessate ad articoli e news locali e proprio per questo da quest’anno sarà possibile trovare una sezione specifica in cui convoglieranno le notizie riguardanti il proprio territorio.
Che dire, Facebook ha lanciato i suoi buoni propositi, che per il momento sono stati testati soltanto in America. Ma non temete, il team Zuckerberg sta lavorando per tutti noi.

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