Come scrivere una sceneggiatura [Parte Quinta] - Skillapp - Web Agency Napoli
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Nelle parti precedenti abbiamo presentato i due software cardini per la stesura di una sceneggiatura cinematografica e introdotto il concetto di pin.

Ricapitolando :

Scene heading, ovvero l’intestazione di scena, è lo strumento scritto che stabilisce l’inizio di una scena, il suo dove e il suo quando; Action, ovvero l’azione e il suo contesto messi per iscritto senza riferimenti alle inquadrature o a cose non rappresentabili; Character, che è la dicitura che indica ogni nostro personaggio all’interno della stesura. Spesso compare al centro della pagina e segue le Action. E’ sostanzialmente il nome del nostro personaggio che si appresta a parlare; Dialog: che è il testo pronunciato dai personaggi, riguarda discorsi e voci fuori campo e si colloca direttamente sotto il nome del character anch’esso a centro pagina; Parenthetical un riferimento testuale che indica un’azione compiuta direttamente durante la recitazione della battuta, prima di essa o appena dopo; Shot, ovvero l’indicazione sulla cattura in set che lo sceneggiatore può avanzare nei riguardi del regista o un semplice memorandum personale se lo sceneggiatore è il regista stesso; Transition, che è il pin che determina effettivamente la fine di una scena (fine di un’azione compiuta in un certo luogo in una certa parte del giorno). 

Abbiamo anche fatto un esempio di decoupage di scena, per ulteriori dettagli clicca qui.

In questa parte parleremo delle esigenze di montaggio in scrittura e di come salvaguardare il proprio lavoro quanto a proprietà di diritto.

Cominciamo col dire che spesso lo sceneggiatore, il regista e il montatore potrebbero essere tre persone diverse. La cosa essenziale quindi è fare in modo che questi parlino tutti la stessa lingua tecnica.

Lo sceneggiatore prima, e il regista dopo, dovranno rendere possibile il lavoro del montatore attraverso alcuni accorgimenti. C’è bisogno che la stesura sia chiara quando si affronta il concetto di taglio nella transizione ed è preferibile che la singola pagina di sceneggiatura sia corrispondente a circa un minuto del film finito. La sequenzialità delle scene è altrettanto importante in quanto determina il piano di lavorazione di un film. In fase di regia infatti verrà redatto un ordine del giorno conveniente alle spese tecniche per giorno di ripresa. L’ordine delle scene di una sceneggiatura è in un certo senso un pre-montaggio di convenienza atto a rendere agevoli e magari più economiche le riprese.

Per quanto riguarda invece la protezione del proprio lavoro in materia di copyright, un primo metodo gratuito per salvaguardare il testo scritto è quello di sottoporlo a un invio postale presso il proprio domicilio. Spedendo la sceneggiatura a noi stessi si determinerà che tale oggetto in tale data è stato di nostra proprietà e la cosa varrà come prova in tribunale laddove qualcuno vi rubasse il testo o qualcuno volesse metterci su il proprio nome (produzioni incluse). Questo è un metodo gratuito e semplice per proteggere lo script ed è indicato per coloro che non hanno abbastanza fondi da investire in protezione della proprietà intellettuale.

Ovviamente l’alternativa a pagamento consiste nel registrare presso l’ente che tutela il diritto d’autore, come ad esempio la Siae, il nostro lavoro e i prezzi, che si aggirano tra i 200 e i 500 euro, garantiscono il pieno, totale, incontestabile  diritto di proprietà intellettuale sull’opera.

Scrivere per il cinema vuol dire gettare le basi per un progetto molto grande da cui dipenderanno il lavoro e il rientro economico che fanno da matrice all’industria del film, ma tutte queste regole è possibile stravolgerle per conservare lo stato dell’arte inventandone di nuove. Nell’arte, sia chiaro, non ci sono paletti da seguire, solo tanti paletti da abbattere, nulla di pedissequo.

“Stay App tuned”

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