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Un video di studio della Noaa mette in risalto delle bizzarre creature che vivono nelle profondità degli abissi

I fondali terrestri nascondono e talvolta rivelano delle forme di vita dall’aspetto per noi curioso perché insolito. Queste forme di vita, vegetali e animali, hanno dovuto apportare delle modificazioni alla propria forma e al proprio organismo per poter sopravvivere in condizioni di altissima pressione e quasi in assenza della luce solare.

L’istituzione statunitense Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), ha in corso da tempo ormai, circa otto anni, una campagna di esplorazione supportata dalla tecnologia robotica più avanzata nell’ambito marino. Si tratta di alcuni speciali modelli di Rov (remotely operated vehicle) , ossia minuscoli sommergibili di natura semi autonoma, spediti nelle posizioni più promettenti in cui è possibile esplorare la biodiversità degli oceani.

Un filmato apparso in rete, estratto dal progetto Okeanos Explorer, è uno dei più curiosi e ben realizzati degli ultimi anni. Un fondale, quello dell’ atollo Johnston situato ad ovest delle isole Hawaii ospita una vasta foresta di spugne di natura silicea.

Queste spugne sono una classe marina dallo scheletro formato di spicole, minuscole strutture anatomiche aghiformi completamente fatte di silice, in pratica è come se fossero fatte di vetro. Gli inglesi le chiamano appunto glass sponges . Come si può notare nel video, tutte le forme di vita che popolano i fondali esplorati, sono tutti rivolti in un’unica direzione, quella della corrente, cosa che sfruttano per accalappiare i nutrienti presenti nell’acqua.

(fonte focus)

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