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Treno… si fa per dire. Si chiama HyperLoop, un nuovo mezzo di trasporto  che ci permetterà di viaggiare a velocità mai raggiunte prima.

Il “supertreno” in questione somiglierà ad una capsula ospitante circa 30 persone e viaggerà all’interno di strutture tubolari dal diametro di quattro metri posizionate su piloni.

Dalla California, agli Emirati Arabi passando per l’est Europa, diversi gruppi si contendono il primato alla realizzazione del progetto ideato da  Elon Musk, tra i quali vi è anche un italiano: Vito Pertosa. Imprenditore di Monopoli e founder della multinazionale dall’alto livello di innovazione tecnologica MerMerc che occupa un ruolo importante tra i leader mondiali nella diagnostica del settore ferroviario. Pertosa affiancherà il gruppo canadese TransPod, una delle aziende più accreditate in questa sfida tanto complessa quanto avvincente.

Come funziona?

Le capsule (in gergo tecnico chiamate “pod”) spiega Pertosa, dopo aver accolto i viaggiatori e tolto completamente l’aria nell’intercapedine si muoveranno galleggiando grazie alla totale mancanza di attrito, alla levitazione magnetica e a un innovativo sistema elettro-dinamico.

Secondo alcune stime il sistema godrebbe anche di un buon livello di ecosostenibilità, i tubi saranno rivestiti esternamente con pannelli solari e internamente con elettromagneti .

HyperLoop si muoverà ad una velocità media di 965 chilometri orari con punte, come anticipato, di 1220 e sarà in grado di colmare la distanza tra Montreal e Toronto (545 chilometri) in circa quaranta minuti.

In un primo periodo di avvio la frequenza tra una navetta e l’altra sarà di quindici minuti, dopo aver testato e messo a punto tutti i sistemi di sicurezza i tempi di attesa scenderanno a tre o addirittura a due minuti.

Quanto costa?

Stando al piano industriale, Vito Pertosa assicura che Hyperloop sarà un mezzo di trasporto molto competitivo, i costi stimati sono nettamente inferiori (quasi la metà) rispetto a quelli delle attuali tratte italiane dell’alta velocità. Anche i costi di gestione e manutenzione saranno bassi, questo lascia presagire che i prezzi per usufruirne saranno decisamente accessibili.

Resta solo da capire se i futuri passeggeri avranno il coraggio di “lasciarsi andare a velocità mai provate prima d’ora all’interno di tubi interminabili”. A tal proposito per tranquillizzare i viaggiatori saranno installati degli schermi sui “finestrini” che mostreranno (in versione rallentata)  le immagini registrate del paesaggio che si sta attraversando.

Intanto i vari team di sviluppo che si contendono il primato alla realizzazione sono all’opera. I Californiani di “hyperloop one” hanno già pubblicato dei rendering che raffigurano la tratta San Francisco – Los Angeles e rassicurano sugli ottimi risultati dei test tecnici eseguiti sul modello al vero.

I tempi stimati entro i quali potremo viaggiare a bordo dei primi HyperLoop si aggirano intorno ai 2-3 anni.

Purtroppo sarà difficile vederlo funzionare in Italia, spiega Renato Mazzoncini – l’AD di Ferrovie dello Stato Italiane, che collaborerà con l’azienda di Elon Musk per contribuire al progetto di sviluppo – “magari il nuovo treno non sarà importabile, ma qualche tecnologia potrebbe essere utile per altri progetti”.

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