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A base di amido di manioca e olio vegetale la bioplastica inventata da un biologo balinese  è utile alla lotta all’inquinamento derivante dall’utilizzo del petrolio.

L’isola di Bali è considerata una perla nell’arcipelago indonesiano, una meta turistica famosa per le sue spiagge idilliache e per le foreste rigogliose. Anche questo paradiso però non è al sicuro dalla minaccia dell’inquinamento della plastica.

Più della metà dei rifiuti polimerici che finisce negli oceani proviene da cinque nazioni asiatiche: Cina, Filippine, Thailandia Vietnam e per l’appunto, Indonesia.

Il problema, già tangibile su rive e spiagge dell’arcipelago, ha ispirato il biologo Kevin Kumala a creare una soluzione.

Nei suoi anni di studio Kumala ha studiato approfonditamente le bioplastiche e i materiali ottenibili dalla soia e dal mais. Insieme ad un suo collega di studi ha messo a punto una sua personale ricetta per la creazione di una nuova plastica a km zero. Questa bioplastica è realizzata con amido di manioca, una radice molto diffusa in Indonesia, olio vegetale e resine organiche di vario genere.

Si tratta di un materiale al 100 % naturale che essendo privo di additivi di origine fossile e artificiale è totalmente biodegradabile e capace di sciogliersi nell’arco di pochi minuti. La vera novità è la totale assenza di componenti tossiche nella ricetta. Per dimostrarlo Kumala ha dissolto la sua bioplastica in un bicchiere d’acqua e poi lo ha bevuto.

“Volevo mostrare come questa bioplastica fosse così innocua per gli animali marini che anche un essere umano potesse berla???, ha spiegato ai giornalisti della CNN. “Non ero nervoso perché ha superato i test di tossicità per via orale???.

La sua non tossicità renderebbe la creazione di Kumala totalmente innocua anche per gli animali. Nel 2014 il biologo imprenditore ha lanciato una società di nome Avani Eco che oggi produce quattro tonnellate di biomateriale al giorno .

“Stay App Tuned”

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